venerdì 31 agosto 2012

Sistemi Modulatori Diffusi: Sistema Serotoninergico del Nucleo del Raphe ([Xser(t)])

La maggior parte dei Neuroni contenenti Serotonina si trovano nei nove Nuclei del Raphe.
Raphe o Rafe (con dizione italianizzata) viene dal Greco e significa "Cresta", e questi nuclei si trovano su ciascun lato della linea mediana del Tronco Cerebrale.

Ciascuno dei nove Nuclei proietta gli Assoni in differenti regioni del Cervello.


  1. I Nuclei più Caudali (ossia quelli posizionati più verso la schiena) nel Midollo, innervano il Midollo Spinale, ed essi Modulano i Sensori relativi al Dolore. 
  2. I Nuclei più Rostrali (ossia quelli posizionati più verso il torace) nel Ponte di Varolio e Mesencefalo, innervano la maggior parte del Cervello analogamente a quanto fanno i Neuroni del Locus Coeruleus.
In analogia ai Neuroni sel Sistema Noradrenalinico del Locus Coeruleus, i Neuroni del Sistema Serotoninergico del Nucleo del Raphe si attivano più rapidamente quando l'animale è sveglio, eccitato sessualmente, ed attivo. E sono invece quieti durante il sonno.

Locus Coeruleus e Nucleo del Raphe sono parti del venerabile concetto (...) di Sistema Reticolare Attivatore Ascendente, che comprende il "nucleo" reticolare del Tronco Cerebrale in processi che Eccitano e Risvegliano il Prosencefalo.

I Nuclei del Raphe sembrano essere profondamente coinvolti nel controllo dei Cicli Sonno-Veglia, e nei differenti stadi del Sonno.

E' importante sottolineare che anche diversi altri Sistemi Trasmettitori sono ugualmente coinvolti in modo coordinato nel controllo di questi Cicli.

I Neuroni Serotoninergici dei Nuclei del Raphe sono anche coinvolti nel controllo dell'Umore ed in certi tipi di Comportamento Emotivo.

martedì 28 agosto 2012

Sistemi Modulatori Diffusi: Sistema Noradrenalinico del Locus Coeruleus ([Xne(t)])

Pag 498 del Testo

Oltre ad essere un Neurotrasmettitore dell'ANS, ( vedi questo articolo), la Noradrenalina viene utilizzata dai Neuroni del sottile Locus Coeruleus sito nel Ponte di Varolio.

Ogni Locus Coeruleus umano ha circa 12000 Neuroni.

Questo vuol dire che dim[X(t)]= 1,2*10^4

Abbiamo due Loci Coerulei, uno per ciascun lato.

Gli Assoni dei Neuroni del Locus Coeruleus fuoriescono in vari punti, e vanno ad irradiare praticamente ogni parte del Cervello.

  1. Corteccia Cerebrale
  2. Talamo
  3. Ipotalamo
  4. Bulbo Olfattivo
  5. Cervelletto
  6. Mesencefalo
  7. Midollo Spinale.
Si faccia riferimento a questa figura.

Ogni Neurone del Sistema Modulatorio Diffuso Noradrenalinico del Locus Coeruleus ha almeno 250.000 Sinapsi. Ed essendo un Sistema Diffuso questo fa si che ciascun Neurone ramifichi in aree diverse e distanti tra loro. Possiamo avere un Neurone che ramifica sia nella Corteccia Cerebrale che nella Corteccia Cerebellare (Cervelletto).

In termini del nostro modello matematico Vettoriale, possiamo esprimerci come segue:

Dato un qualsiasi elemento Xi(t) appartenente al Vettore [Xne(t)], 
esiste un insieme di q funzioni di Output (Ricezione da parte di Neuroni Postsinaptici) Yw1(t),.....,Ywq(t), con q = 250.000, 
con indici w1,....,wq relativi a Componenti di Vettori differenti [Yv1(t)],...[Yvp(t)] con p<=q
tali che:

Yw1(t) = Fw1(Xw1;1(t),....,Xi(t),.....,Xw1;nw1(t))
.................................
Ywq(t) = Fwq(Xwq;1(t)....,Xi(t),.....,Xwq;nwq(t))

dove 
Xw1;1(t)......., Xw1; nw1(t) sono le nw1 Componenti del Vettore complessivo di Input relativo alla Funzione di Output Yw1.
................
Xwq;1(t).........,Xwq;nwq(t) sono le nwq Componenti del Vettore complessivo di Input relativo alla Funzione di Output Ywq(t).

Questa descrizione matematica può risultare complessa, ma non è nientaltro che la formalizzazione del fatto che lo stesso Neurone Presinaptico del Sistema Modulatorio Diffuso è presente come Input in una serie di Neuroni siti in una vasta quantità di luoghi differenti e può determinare la Funzione di Output (la Funzione di Attivazione) del Neurone Postsinaptico.

Il Locus Coeruleus è coinvolto nelle seguenti Attività:

  1. Attenzione
  2. Eccitazione Sessuale
  3. Ciclo Sonno-Veglia
  4. Apprendimento
  5. Memoria
  6. Ansia
  7. Dolore
  8. Umore
  9. Metabolismo Cerebrale
Si deduce che il Locus Coeruleus è un "apparato tuttofare". Ma la parola chiave è coinvolto, va capito come e fino a che punto. Anche Fegato, Polmoni, Cuore, Reni sono coinvolti in ogni attività cerebrale, perchè senza di essi, nessuna attività comportamentale potrebbe riuscire.

A causa delle diffuse connessioni, il Locus Coeruleus può virtualmente influenzare tutte le parti del Cervello.

Ma per comprendere le Funzioni del Locus Coeruleus si deve innanzitutto stabilire chi attiva i Neuroni del Sistema.

Il testo fa riferimento ad esperimenti condotti su topi e scimmie [gli amici antivivisezione inorridiranno, ma questi esperimenti sono stati eseguiti anche su esseri umani, ed in ogni caso con il minimo di invasività, e del resto ci hanno permesso di poter fondare e far evolvere le Neuroscienze, e curare moltissimi disturbi psichiatrici e malattie degenerative ]. Registrando l'Attività del Locus Coeruleus quando questi esseri viventi sono svegli, si nota che:

 i Neuroni del Locus Coeruleus vengono Attivati meglio da Stimoli presenti nell'Ambiente che siano:

  1.  Nuovi, 
  2. Inattesi, 
  3. Indolori,
i Neuroni del Locus Coeruleus sono meno Attivi, quando:
  1. L'animale non è vigile,
  2. Siede in quiete,
  3. Digerisce il cibo,
Se ne deduce che il Locus Coeruleus può partecipare ad una Eccitazione Generale del Cervello a seguito di Eventi che si manifestano nell'Ambiente.

Dal momento che la Noradrenalina può rendere i Neuroni della Corteccia Cerebrale più Sensibili a Stimoli Sensoriali Salienti (ossia nel modello matematico può amplificare lo stimolo in Input ad un set di Neuroni appartenenti alla Corteccia Cerebrale), il Locus Coeruleus può generalmente funzionare per Incrementare la Sensibilità del Cervello, aumentando la Velocità di Processamento dell'Informazione proveniente dai Sensori Punto-Punto, e diretta ai Sistemi Motori e rendendoli più efficienti. In termini di parallelo con i Sistemi Informatici, il Locus Coeruleus è un Regolatore della Frequenza di Clock o di Bit-Rate. 

domenica 26 agosto 2012

Anatomia e Funzioni dei Sistemi Modulatori Diffusi

I Sistemi Modulatori Diffusi anche se differiscono nella Struttura e nelle Funzioni che assolvono, hanno alcuni principi in comune.

  1. Tipicamente, il Nucleo di ciascun Sistema è costituito da un piccolo insieme di Neuroni (qualche migliaio). Questo vuol dire che nella legge generale sotto forma matriciale:
    [Y(t)]=G(t)*t[X(t-W(t))]                                       (6)
    (in cui abbiamo sovrapposto modulazione di ampiezza e di fase ed abbiamo usato una notazione sintetica per indicare il vettore degli input dai Neuroni Presinaptici [X(t)] i cui elementi sono Xi(t-Wji(t))) la dimensione n del vettore [X] è di qualche migliaio.
  2. I Neuroni del Sistema Modulatorio Diffuso originano dal Nucleo Centrale del Cervello. Molti di loro dal Tronco Cerebrale. 
  3. Ciascun Neurone Presinaptico ne può influenzare molti altri, più di 100.000 Neuroni Postsinaptici. Questo vuol dire che se avessimo nella (6) dim[X(t)]=1 => dim[Y(t)]> 10^5. 
  4. La modalità di Sinapsi è la seguente: invece di rilasciare il Neurotrasmettitore nella Cavità Sinaptica, essi diffondono il Neurotrasmettitore direttamente nel Fluido Extracellulare, eseguendo un vero e proprio "Broadcast Chimico". Diffondendosi direttamente ai Neuroni Postsinaptici Oggetto. Questo è molto importante nella determinazione delle Matrici di Ampiezza G(t) e W(t).
Il testo si focalizzerà su 4 Sistemi Modulatori Diffusi, ciascuno dei quali utilizza un ben determinato Neurotrasmettitore. Li indicheremo sinteticamente con la notazione vettoriale, visti come Neuroni Presinaptici, quindi Vettori di Input X:
  • [Xne(t)] Sistema Modulatorio Diffuso con Neurotrasmettitore Noradrenalina (o Norepinefrina)
  • [Xser(t)] Sistema Modulatorio Diffuso con Neurotrasmettitore Serotonina.
  • [Xda(t)] Sistema Modulatorio Diffuso con Neurotrasmettitore Dopamina.
  • [Xach(t)] Sistema Modulatorio Diffuso con Neurotrasmettitore Acetilcolina
Si noti la presenza di 2 Neurotrasmettitori Catecolamine, Noradrenalina e Dopamina.

Si rimanda al Cap. VI del Testo, dove si ricorda che questi 4 Neurotrasmettitori attivano specifici Recettori Metabotropici, (in particolare Recettori Accoppiati a Proteina G), e che questi Recettori mediano molti degli effetti dei Neurotrasmettitori.

Si tenga presente che nel Cervello ci sono da 10 a 100 volte più Recettori ACh Metabotropici che Recettori ACh Ionotropici Nicotinici.

Problema Aperto: I Neuroscienziati stanno ancora lavorando duramente per determinare le esatte funzioni di questi Sistemi Modulatori Diffusi riguardo al Comportamento.

Quello che sappiamo con certezza è che:

  1. Le Funzioni di un Sistema Modulatorio Diffuso dipendono dalla loro Attività Elettrica.
  2. Le Funzioni di un Sistema Modulatorio Diffuso dipendono dall'Attività Elettrica sia quando operano individualmente che quando cooperano più Sistemi tra loro.
  3. Le Funzioni di un Sistema Modulatorio Diffuso dipendono dalla disponibilità di Neurotrasmettitore pronto per essere rilasciato alla Sinapsi.
Si procede nei prossimi Post alla descrizione di alcuni noti Sistemi Modulatori Diffusi.

sabato 25 agosto 2012

I Sistemi Modulatori Diffusi del Cervello

Con riferimento a pag. 498 del testo di base.

Si consideri cosa succede quando ci si addormenta.

Vengono emessi dei "comandi interni":

"Hai sonnolenza"

"Ti stai addormentando"

Questi devono essere ricevuti ed interpretati da ampie aree del Cervello.
La distribuzione [io direi il "Broadcast"] di questi segnali implica che esistano dei Neuroni con Assoni "molto diffusi", ossia ramificati, capaci di coprire capillarmente volumi ampi del CNS, PNS, ANS.

Il Cervello possiede diversi Sistemi costituiti da questi Neuroni.

Ciascuno di questi Sistemi usa uno specifico Neurotrasmettitore.

I flussi di Neurotrasmettitori viaggiano lungo la rete diffusa di questi Sistemi.

Questi Sistemi NON veicolano dettagliate informazioni provenienti dai Sensori, ma spesso sono dei regolatori, essi modulano grandi gruppi di Neuroni Postsinaptici [in altre parole intervengono direttamente sui Soma di questi Neuroni, in modo che quando ricevono il segnale sinaptico in Input, la modulazione operata dai Sistemi Modulatori ne modifica l'effetto, per questo "modulano", intervengono indirettamente sulla capacità ricettiva del Neurone Postsinaptico, ossia sulla sua sensibilità in Input].

I grandi gruppi [che chiamiamo Assiemi Neurali] di Neuroni Postsinaptici sui quali intervengono i Sistemi Modulatori sono presenti nelle seguenti aree del CNS:


  1. Corteccia Cerebrale
  2. Talamo
  3. Midollo Spinale
Essi intervengono in modo che
  • I Neuroni Postsinaptici variano la loro Eccitabilità
    Possiamo definire l'Eccitabilità come la sensibilità ai Potenziali d'Azione Sinaptici in Input.

    Diciamo che se chiamiamo Yj(t) la funzione di Output di un Neurone j di un dato Assieme Neurale costituito da m Neuroni, il Sistema Modulatorio interviene con una legge che in prima approssimazione possiamo supporre semplicemente lineare, scalare, con una funzione di guadagno G(t) uguale per tutti gli m Neuroni in modo che se X1(t)..Xi(t)....Xn(t) sono gli Input provenienti da n Neuroni Presinaptici si ha:

Y1(t) = G(t)*(X1(t)+...Xi(t)+...+Xn(t))   
..................
Yj(t) = G(t)*(X1(t)+...Xi(t)+...+Xn(t)) 
..................
Ym(t) = G(t)*(X1(t)+...+Xi(t)+...+Xn(t))  

O in notazione vettoriale definiti i vettori

[Y] = (Y1(t),...Yj(t),....,Ym(t))
[X] = (X1(t),...Xi(t),....,Xn(t)) 

Abbiamo:

t[Y] = G(t)*  [X] con G(t) funzione scalare.                                        (1)

Nella (1) abbiamo considerato che che il Sistema Modulatorio invia in modo "Broadcast" lo stesso valore di guadagno a tutti gli m Neuroni Postsinaptici dell'Assieme Neurale in cui agiscono, ma questa è una approssimazione che dovremo verificare nella prosecuzione della lettura del testo. La rappresentazione più generale per il modello di Modulazione di Eccitabilità è la seguente:

Y1(t) = (G11(t)*X1(t)+...G1i(t)*Xi(t)+...+G1n(t)*Xn(t))  
..................
Yj(t) = (Gj1(t)*X1(t)+...Gji(t)*Xi(t)+...+Gjn(t)*Xn(t)) 
..................
Ym(t) = (Gm1(t)*X1(t)+...Gmi(t)*Xi(t)+...+Gmn(t)*Xn(t)) 

O in notazione vettoriale definiti i vettori

[Y] = (Y1(t),...Yj(t),....,Ym(t)) 
[X] = (X1(t),...Xi(t),....,Xn(t))  ed indicando con  t[X] il vettore trasposto,

Abbiamo:

[Y] = G * t[X] con G matrice n x m (n righe ed m colonne)                           (2)

            G11(t)............G1i(t)...............G1n(t)
            ......................................................
  G=     Gj1(t).............Gji(t)................Gjn(t)
            ......................................................
            Gm1(t).............Gmi(t)................Gmn(t)
  • I Neuroni Postsinaptici variano la loro Sincronizzazione.
    Ovvero ritardano la risposta in Output ad un dato Input, diciamo che con riferimento alla notazione al punto precedente, il Sistema Modulatorio opera con una funzione W(t) che introduce un ritardo nella risposta secondo la legge seguente

Y1(t) = X1(t-W(t))+...+Xi(t-W(t))+......+Xn(t-W(t))
........................................
Yj(t) = X1(t-W(t))+... +Xi(t-W(t))+ ......+Xn(t-W(t))                                             (3)
........................................
Ym(t) = X1(t-W(t))+... +Xi(t-W(t))+ ......+Xn(t-W(t))


sempre ipotizzando che la W(t) sia uguale per tutto l'Assieme Neurale obiettivo.
Nel caso più generale, ossia che venga introdotto uno specifico ritardo ad ogni eccitazione in ingresso, abbiamo la seguente formula:

Y1(t) = X1(t-W11(t))+...+Xi(t-W1i(t))+......+Xn(t-W1n(t))
........................................
Yj(t) = X1(t-Wj1(t))+... +Xi(t-Wji(t))+ ......+Xn(t-Wjn(t))                                     (4)
........................................
Ym(t) = X1(t-Wm1(t))+... +Xi(t-Wmi(t))+ ......+Xn(t-Wmn(t)) 

Definiamo in analogia a quanto accade per i Sistemi di Comunicazioni:
  • G Matrice di Modulazione di Ampiezza
  • W (o Omega) Matrice di Modulazione di Fase.
Esistono anche altre modalità di Modulazione che vengono compiute sui Neuroni Postsinaptici.
Nel complesso, il testo fa un paragone "naif", dice che questi Sistemi sono simili ai Banchi di Filtri (Bass, Treeble) ed al Volume per trattare il Suono uscente ad es. da un CD o dalla Radio. Essi non alterano il testo nè la melodia del brano musicale, ma ne possono alterare le caratteristiche con cui esso viene percepito.
Inoltre, differenti Sistemi Modulatori risultano essere essenziali per i seguenti aspetti:

  1. Controllo Motorio
  2. Umore
  3. Motivazione
  4. Metabolismo
Molti Farmaci Psicoattivi [Psicofarmaci?] agiscono proprio sui Sistemi Modulatori, e detti Sistemi compaiono in modo preminente in Teorie attuali riguardo le basi biologiche di alcuni disordini psichiatrici.



     

venerdì 3 agosto 2012

I Neurotrasmettitori e la Farmacologia delle Funzioni del Sistema Nervoso Autonomo

A pag. 496 del testo si dice in sintesi che

"Storicamente l'ANS ci ha insegnato su come i Neurotrasmettitori operano più di qualsiasi altra parte del Corpo.
Essi inoltre si trovano al di fuori della Barriera Emato Encefalica, perciò i farmaci che entrano in circolo nel Flusso Ematico, hanno diretto accesso ad essa.
Questo ha permesso di valutare con semplicità l'effetto di molti Principi Attivi sulla Trasmissione Sinaptica".

I Neurotrasmettitori dell'ANS si dividono in due classi, sulla base della loro dislocazione rispetto ai Gangli Autonomi.


  1. Neurotrasmettitori Pregangliari
  2. Neurotrasmettitori Postgangliari
Per quanto riguarda i Neurotrasmettitori Pregangliari:

Abbiamo già visto con l'ausilio delle nomenclature NOM1 e NOM2 per le due Divisioni Simpatica e Parasimpatica in questo articolo l'impiego dei Neurotrasmettitori. Ora diamo qualche ulteriore informazione.

Sia nella Divisione Simpatica che Parasimpatica, i Neuroni Pregangliari rilasciano alle Sinapsi il Neurotrasmettitore Acetil-Colina (Abbreviato in ACh), lo stesso che viene rilasciato nelle Giunzioni Neuromuscolari dello Scheletro. Come effetto immediato si ha che l'ACh si lega ai Recettori Nicotinici di Acetil-Colina (nAChR), i quali sono Canali Ionici ad apertura Ligando-Dipendente (dove in questo caso il Ligando è l'ACh) e suscitano un rapido Potenziale Eccitatorio Post-Sinaptico (EPSP)  il quale normalmente attiva un Potenziale d'Azione nei Neuroni Postgangliari.

Questo è molto simile a quello che accade nei meccanismi delle Giunzioni Neuromuscolari dello Scheletro, e pertanto, i Principi Attivi che bloccano i nAChR nei muscoli, esercitano lo stesso effetto sugli Output del Sistema Autonomo. Un Principio Attivo che ad esempio è capace di provocare questo è il Curaro.

Tuttavia il Neurotrasmettitore ACh nei Gangli Autonomi (ossia nei Gangli presenti nell'ANS) fa più di quanto non faccia nelle Giunzioni Neuromuscolari.

Ad esempio attiva i Recettori Muscarinici di Acetil-Colina (mAChR) i quali sono Metabotropici  (ovvero Recettori Accoppiati a Proteine G) e pertanto possono provocare apertura o chiusura di Canali Ionici che portano a Potenziali Eccitatori Post-Sinaptici (EPSP) o Potenziali Inibitori Post-Sinaptici (IPSP) molto lenti.

Questi eventi lenti sui mAChR non vengono rilevati se non quando il Nervo Pregangliare è ripetutamente attivato.

Oltre ad ACh, alcuni Terminali Pregangliari rilasciano diverse piccole quantità di Peptidi Neuroattivi, come NPY (Neuropeptide Y)  oppure il VIP (Polipeptide Intestinale Vasoattivo) e anch'essi interagiscono con i Recettori Accoppiati a Proteine G, e possono attivare piccoli EPSP che durano diversi minuti.

Gli effetti dei Peptidi sono Modulatori. Essi normalmente non portano i Neuroni Postsinaptici ad attivare le soglie ma li rendono più reattivi ai veloci effetti nicotinici quando arrivano insieme [intende simultaneamente? Quindi in parallelo? ].

Dal momento che diversi Potenziali d'Azione sono necessari per stimolare il rilascio di questi Neurotrasmettitori Modulatori, il Pattern di attivazione nei Neuroni Pregangliari è una Variabile fondamentale per determinare il tipo di Attività Postgangliare evocata.



Per quanto riguarda i Neurotrasmettitori Postgangliari:

Il testo a pag 497 richiama il loro ruolo di "attuatori". Ossia di Motoneuroni del Sistema Nervoso Autonomo (ANS) che provvedono ad attivare una serie di funzioni riportate nell'articolo indicato sopra.

La caratteristica è che i Neuroni Postgangliari usano dei Neurotrasmettitori differenti a seconda che operino nella Divisione Parasimpatica o Divisione Simpatica.

Ricordiamo che i Neuroni Postgangliari della Divisione Parasimpatica rilasciano ACh, mentre quelli della Divisione Simpatica rilasciano Noradrenalina (abbreviata in NE dall'inglese americano "Norepinephrine" in cui ricordiamo che al Latino AD-RENAS si sostituisce la traduzione in Greco EPI-NEPHROS ed entrambi vogliono dire "presso il rene" o "al di sopra del rene" ossia nel Surrene).

Il Neurotrasmettitore ACh nella Divisione Parasimpatica ha effetto strettamente locale sugli organi destinatari, ed agisce interamente su Recettori Muscarinici mAChR.

Il Neurotrasmettitore NE della Divisione Simpatica invece si diffonde in un volume assai più ampio all'interno del Corpo, anche attraverso il Flusso Ematico.

Si possono stimare con cura gli effetti di molti principi attivi sul Sistema Nervoso Autonomo che interagiscono con le Divisioni Simpatica, e Parasimpatica (nel testo può generare confusione l'impiego della dizione ''Sistemi Colinergici e Sistemi Noradrenergici'', sappiamo bene che questi Neurotrasmettitori agiscono su queste Divisioni).


In generale, i principi attivi che favoriscono le azioni della NE oppure che inibiscono le azioni muscariniche della ACh sono detti Principi Attivi Simpatomimetici.
Essi provocano effetti che simulano l'attivazione della Divisione Simpatica.

Esempio: l'Atropina, un antagonista dei recettori mAChR produce segni di Attivazione Simpatica, come la dilatazione delle pupille. Questa risposta si verifica dal momento che il bilancio dell'attivita' dell'ANS si muove verso la Divisione Simpatica quando la Parasimpatica ha le attività inibite.


Ovviamente i Principi Attivi che invece favoriscono le azioni muscariniche della ACh sono detti Principi Attivi Parasimpatomimetici, ed analogamente a quanto detto sui Simpatomimetici, essi simulano l'attivazione della Divisione Parasimpatica.

Esempio: Il Propranololo, un antagonista dei recettori β Noradrenergici, che come abbiamo visto nei capitoli precedenti del libro, sono presenti nel Sistema Cardiocircolatorio, e la funzione di questo Principio Attivo consiste nel rallentare il Battito Cardiaco e diminuire la Pressione Sanguigna.

Questo Principio Attivo proprio per queste sue caratteristiche viene usato per prevenire le conseguenze fisiologiche della "Paura da Palcoscenico" (Stage Fright).

Usualmente si parla di "Adrenalina che scorre", cerchiamo di capire da dove deriva questo modo di dire.

L'Adrenalina abbiamo visto che è un neurotrasmettitore, [ricordiamo che esso viene sintetizzato a partire dall'aminoacido Tirosina, ed ha come precursori la L-DOPA, quindi la Dopamina, e la Noradrenalina]. 

Esso viene rilasciato nel sangue dal Surrene, in particolare dal Midollo Surrenale ("Adrenal Medulla" in inglese) quando viene attivata dalla relativa connessione Simpatica Pregangliare, ed ha effetti sui tessuti destinatari pressoché identici a quelli dell'attivazione della Divisione Simpatica. 

Quindi in pratica il Midollo Surrenale non è nient'altro che un Ganglio della Divisione Simpatica (mutato).

Pertanto se scorre Adrenalina nel sangue, si innescano tutta una serie di Processi Simpatici.