lunedì 18 febbraio 2013

Arrivare al Cervello dalla porta secondaria. (Articolo originale di Joseph LeDoux con mie considerazioni)

Pag. 576 del Testo

Joseph LeDoux scrive:

"Sono arrivato alla Ricerca sul Cervello dalla porta secondaria; o forse attraverso una crepa nella porta.
Studiavo Economia, ma seguivo degli "Psych courses", [presumo si possa tradurre come "Corsi di Psichiatria" o "Corsi di Neuroscienze", in pratica LeDoux ha fatto come sta tentando di fare il sottoscritto, si occupava di tutt'altro ma seguiva anche dei Corsi sul Cervello. La morale che possiamo dedurre è che se uno Studente di Economia, materia assolutamente aliena alle Neuroscienze, riesce ad ottenere dei risultati, solo perchè fortemente motivato, un Ingegnere Elettronico o Informatico, o di Telecomunicazioni, a maggior ragione, avendo le basi di Fisica, Chimica, Elettrotecnica, Teoria dei Segnali, Teoria delle Reti, può vedere le Neuroscienze come una "Specializzazione" delle proprie competenze].

Uno dei corsi che più attirò la mia attenzione era relativo alla Memoria ed alla Motivazione, e fu così che cominciai a lavorare nel Laboratorio del Professore. Imparai a testare gli Effetti di Lesioni Cerebrali nei ratti su Memoria ed Apprendimento, e ne rimasi affascinato.
L'anno seguente, ero in Scuola di Specializzazione a Studiare il Cervello ed il Comportamento. Sebbene ottenni la mia Laurea Studiando Pazienti Neurologici, io alla fine ritornavo alla Ricerca sugli animali poichè mi rendevo conto che era l'unico modo per ottenere informazioni dettagliate su Meccanismi che sottostavano a Processi Complessi [in che modo? Vivisezionando, ahimè, e del resto finchè esisterà una morale che considererà l'animale "inferiore" all'Essere Umano, sarà così. Personalmente ribadisco che piuttosto che sacrificare un animaletto innocente, vedrei volentieri come "cavia" un criminale conclamato, ma è la mia personale opinione].
Il Processo Cerebrale al quale ero particolarmente interessato era l'Emozione.
All'epoca vi erano veramente poche Pubblicazioni di Lavori sull'Emozione, nelle Neuroscienze, così pensai che valesse la pena impegnarsi in questo settore.
Feci qualche Studio Preliminare [nel testo "Pilot Study"] e scrissi un Articolo per ottenere una Borsa di Studio dal titolo "I Percorsi Neurali sottostanti all'Emozione" [titolo originale "Neural Pathways Underlying Emotion." ].
L'Articolo tornò indietro con la parola "Reject" [Respinto]. Come mai? Il motivo era perchè "non è possibile studiare le Emozioni nelle Neuroscienze". Ed inoltre, anche se era coerente con quanto avevo scritto nel mio Articolo, la Borsa di Studio riguardava il Riflesso Condizionato o Riflesso Pavloviano e pertanto era più inerente ad Apprendimento e Memoria piuttosto che alle Emozioni. Mi dissi che era stato giusto aver respinto l'Articolo con questo titolo [ se fosse accaduto da noi come minimo il baroncino di turno avrebbe fatto partire un ricorso, o avrebbe detto "sono un genio incompreso"], per cui l'ho sistemato un po' e l'ho ripresentato con un nuovo titolo "I Percorsi Neurali sottostanti al Condizionamento Emozionale" [titolo originale "Neural Pathways Underlying Emotional Conditioning"].
Non solo ricevetti il finanziamento ma l'Articolo fu scelto per essere un "MERIT Award" ["Premio di Merito" più o meno ], una menzione speciale per Borsisti specialmente promettenti. [Così funzionano le cose negli USA... ed in tutte le nazioni dove il MERITO conta ].
Nonostante io pensi che il commento dei Revisori fosse inappropriato, mi ha spinto a cominciare a pensare alle Emozioni come Memoria. Oggi infatti il mio lavoro si occupa tanto di Memoria e Plasticità Cerebrale che di Emozioni.
Nello Studio della Memoria Emozionale, ho speso molto tempo a lavorare sulla Amigdala, e vengo spesso considerato come un Ricercatore sull'Amigdala. Ma di me non penso questo. Il mio obiettivo è comprendere come i Ricordi Emozionali sono Acquisiti ed Immagazzinati, piuttosto che stabilire come funzioni l'Amigdala. Io lavoro solo su una piccola parte di questo Apparato Cerebrale, il Nucleo Laterale, che è la parte che appare essere particolarmente coinvolta nella Memoria Emozionale.
Una delle cose più interessanti che ho scoperto è che l'Apprendimento Emozionale può avvenire mediante Input Sensori Subcorticali diretti alla Amigdala Laterale.
Molti Ricercatori pensano che il Processamento Sensoriale Corticale è necessario per la Consapevolezza Cosciente dello Stimolo. Per cui scoprire che gli Input Sensori Subcorticali sono sufficienti, significa che l'Amigdala può Attuare una Risposta ad uno Stimolo Emozionale senza che l'Organismo sia consapevole dello Stimolo stesso.
Si immagini ad esempio il salto verso l'indietro che avviene quando si viene investiti da una automobile [spero di aver tradotto bene]. E' un fenomeno che avviene in modo "inconsapevole" perchè il nostro Cervello è informato sull'ambiente circostante più di quanto noi stessi non ne siamo consapevoli.
Anche se Studio le Emozioni nei ratti, non mi illudo certo che questo significhi Studiare i Sentimenti ["feelings" le "sensazioni dell'Animo Umano" ].
Credo che i Sentimenti siano ciò che accade quando assumiamo la Consapevolezza Cosciente che il nostro Cervello sta producendo una Risposta ad uno Stimolo Significativo. [in altre parole dando una definizione ingegneristica, il Sentimento è la Risposta Comportamentale e Fisiologica alla Eccitazione prodotta nel Cervello dalla Consapevolezza Cosciente che si sta producendo una Risposta ad uno Stimolo in Input. E' più intrecciata ma più chiara; ad una data Eccitazione e(t) il Cervello risponde con una risposta r(t), ma il fatto che il Cervello stia producendo questa risposta viene "notificata" ad un "livello superiore" tramite una eccitazione e1(t) che determina la cosiddetta Consapevolezza Cosciente della risposta r(t) e questo determina una ulteriore risposta "di alto livello" r1(t). Questo è il "Sentimento" secondo LeDoux ].
Io non so se i ratti sono in grado di avere questo grado di Consapevolezza [ossia se hanno un Cervello "strutturato" ad un numero di livelli sufficiente ].
Se sono in grado, la loro capacità è sicuramente diversa dalla nostra, vista la grande differenza tra le Cortecce Cerebrali. Per questo motivo preferisco Studiare la Paura nei ratti. Se dovessi studiare i Sentimenti, preferirei farlo sugli Esseri Umani.
Focalizzarsi sulle Risposte Emozionali piuttosto che sui Sentimenti pone dei limiti a ciò che possiamo apprendere dai ratti.
Nondimeno, lo Studio dei ratti può andare abbastanza lontano dal momento che il Sistema di Risposte Emozionali è essenzialmente lo stesso in tutti i Mammiferi.
Gli Esseri Umani hanno Strati Addizionali di Complessità, ma i Sistemi di Base [di "basso livello"] e la loro abilità ad Apprendere ed Immagazzinare Informazione e Reagire alle Minacce è essenzialmente la stessa.
Come risultato, possiamo utilizzare lo Studio sui ratti non solo per capire come i Sistemi Emozionali normalmente operano, ma anche come si ammalano nei Disturbi Emozionali, e come questi possono essere meglio curati."

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